so. i classici
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Maturò la convinzione che esiste una capacità di adattamento dei soggetti sociali al cambiamento anche radicale delle condizioni circostanti.
La generazione di sociologi a cavallo tra il XIX e il XX secolo cercò di capire come funzionava la nuova società. Vi erano molti problemi che la società industriale aveva fatto emergere: le condizioni di vita nelle grandi metropoli; la perdita d’importanza della dimensione religiosa (secolarizzazione); il carattere impersonale dei rapporti sociali.
I più importanti sociologi di quel periodo offrirono efficaci chiavi di lettura della società e sono anche quello che oggi noi consideriamo “i classici” della sociologia: Émile Durkheim, Max Weber, Vilfredo Pareto e Georg Simmel.
・I classici hanno elaborato un apparato concettuale specifico, cioè un certo numero di termini che vengono impiegati da tutti i sociologi.In un opera Durkheim modifica parte della sua posizione sulla religione. A prescindere dai singoli credo tutte le religioni presentano degli elementi in comune. Ognuna di esse ruota intorno al sacro, contrapposto al profano. Il sacro è ciò che applica separazione, perché non a tutti vi hanno accesso. Gli individui che fanno parte di un credo sono legati l'uno all'altro con lo stesso nome; mussulmani, cristiani, ebraici ecc... Essi sono tenuti a un esercizio di solidarietà. Attraverso una serie di pratiche condivise, fatte di prescrizioni e di proibizioni, compiono il loro dovere di fedeli. Queste caratteristiche coesive della religione sono le stesse che producono la solidarietà sociale. La società pretende che ci sottomettiamo ad alcune regole di condotta verso cui, talvolta, mostriamo un palese disaccordo.
Tutte le società hanno visto nascere al loro interno le esperienze religiose perciò è difficile immaginarsi che si tratti di idee e concetti del tutto illusori. Tutte le religioni si basano piuttosto su una verità fondamentale: esiste una realtà trascendente, superiore agli umani. Ma in quanto religioni hanno mancato di riconoscere il vero volto di questa realtà trascendente, che non è una divinità ma è la società stessa.La società che Durkheim osserva intorno a sé è qualcosa che sovrasta i suoi membri. La società è esterna agli individui e limitante nei loro confronti, come possono dimostrare due considerazioni:
➥ La società forma l'individuo dalla nascita, comunicandogli dei comportamenti e dei valori che non sarebbe stato in grado di stabilire da solo. I nostri comportamenti sono in gran parte l'effetto dell'educazione che abbiamo ricevuto.
➥ Le istituzioni sociali hanno una durata e una continuità che superano la vita di coloro che ne fanno parte. Un esempio è lo Stato e la lingua parlata.
La società è percepita dall'individuo come esterna, non riducibile ai prodotti della sua coscienza e della sua volontà. Durkheim conclude che la società è una realtà specifica con caratteristiche e leggi proprie.☽⋆*。☾
Max Weber mette alla luce caratteristiche molto importanti. La sua attenzione è attirata dalla nascita del capitalismo e dell'economia industriale. Egli chiama questo processo di razionalizzazione. Da sempre l'umanità cerca di spiegarsi ciò che le accade intorno, attribuendo gli eventi a delle cause, a dei motivi. Mentre il primitivo per spiegare ciò che non capisce ricorre a delle forze oscure e sovramondane, l'uomo della società occidentale moderna pensa che se qualcosa gli sfugge e per via dei suoi limiti personali. Per Weber la razionalizzazione della società è un processo attraverso cui la fede nell'esistenza delle cause in linea di principio comprensibili per tutti i fenomeni naturali soppianta gradualmente la credenza che certi fenomeni abbiano cause inconoscibili, rappresentate di solito sotto forma di arbitrio di esseri soprannaturali.La secolarizzazione è un fenomeno parallelo alla razionalizzazione, ed è la perdita dei valori religiosi a vantaggio di comportamenti più "laici" e razionali. è una caratteristica intrinseca del mondo occidentale industrializzato, e non è una sua degenerazione.
Nel Medioevo tutto il sapere veniva ricondotto alla teologia e tutto veniva regolato da essa. A partire dal Rinascimento le cose hanno iniziato a cambiare. Progressivamente la religione perde la sua centralità, sostituita da una cultura più laica e materiale. Ciò non riguarda solo gli intellettuali ma è sempre più importante per i mercanti che sono diventati la forza della nuova classe borghese. Questi sono mossi dall'interesse per la razionalizzazione della propria attività: per dedicarsi ad essa devono acquisire nozioni non religiose, come: aritmetica, diritto commerciale, geografia ecc...
Weber sottolinea come il processo di razionalizzazione difficilmente avrebbe potuto avviarsi se le religioni profetiche (islam, cristianesimo, ebraismo, buddismo) non avessero scalzato la religiosità di tipo magico (misticismo). Quest'ultima si esprime attraverso la mistica, la stregoneria o la religiosità dei misteri pagani e conduce l'individuo a perdersi nella divinità. L'essere umano fa esperienza diretta del sacro senza aver bisogno di un pensiero logico. Le religioni profetiche, chiamate anche "religioni della salvezza", danno un immagine diversa del rapporto tra umani e divinità. L'incontro è rinviato nell'aldilà. Per raggiungerlo il credente ha da compiere un percorso ordinato e razionale, abbracciando il sacro e abbandonando il profano. Le religioni profetiche costruiscono discorsi razionali intorno al divino e al nostro rapporto con esso, insegnando ad avere un atteggiamento più razionale in questo mondo.
Il migliore esempio vien offerto dal protestantesimo, e più precisamente dal calvinismo. Uno dei cardini teorici della teologia calvinista è la dottrina della predestinazione. Il nostro destino è segnato nell'eternità perché Dio stesso ha da sempre disposto la nostra personale dannazione o la nostra salvezza. Siccome i suoi disegni sono misteriosi, non possiamo sapere quale sorte ci sia toccata. L'unico modo per scorgerne un'elezione, o condanna, è operare nel mondo; chi avrà successo è probabilmente destinato alla salvezza. Ne 'L'etica protestante e lo spirito del capitalismo' Weber parla come queste confessioni protestanti abbiano dato vita al'imprenditore privato moderno. L'imprenditore privato moderno anziché di sperperare la fortuna accumulata, lo reinveste (video semplice sugli investimenti); così che il suo successo sarà ancora più grande. Tutto ciò consente a Weber di dimostrare come lo spirito razionale del capitalista sia anche profondamente religioso, benché successivamente l'organizzazione economica abbia preso a funzionare secondo leggi proprie, smarrendo il legame con l'originaria spinta religiosa.

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