psi. sviluppo cognitivo

 • ₊°✧︡ ˗ ˏ ˋ ♡ ˎˊ ˗



la maggior parte degli studiosi concorda che lo sviluppo cognitivo e lo sviluppo fisico-motorio avvenga in stretta relazione e con lo sviluppo affettivo e sociale del bambino. è possibile evidenziare alcuni processi fondamentali che caratterizzano in modo particolare lo sviluppo cognitivo.

John Broadus Watson

(1878-1958)

è considerato il padre del comportamentismo. nel 1913 scriveva  "La psicologia dal punto di vista comportamentista" in cui oggetto di studio della psicologia sono i comportamenti  manifesti che possono essere osservati e analizzati in modo obiettivo. secondo lui la psicologia deve utilizzare il metodo delle scienze naturali di cui la psicologia è una branchia. Watson prende spunto dagli esperimenti del filologo Ivan Pavlov: l'apprendimento per condizionamento risulta per un'associazione tra uno stimolo e una risposta.

Burrhus Frederic Skinner

(1904-1990)

Qualche anno più tardi Skinner approfondisce lo studio del condizionamento operante, cioè quello per il quale quale il soggetto da una risposta che ha un effetto sull'ambiente. nel suo esperimento noto come Skinner box il topolino che vi era rinchiuso apprende a schiacciare la leva per ottenere cibo. Skinner sottolinea l'importanza di un rinforzo, in questo caso il cibo. I rinforzi possono essere positivi (una ricompensa) o negativi. L'apprendimento in base a un rinforzo avviene nei vari ambiti della vita quotidiana.

Alcune risposte del bambino sono di tipo riflesso, cioè automatiche, ma anche queste risposte sono perfezionate dall'apprendimento: il neonato diventa sempre più esperto nel trovare il capezzolo e succhiare il latte materno. Tuttavia, secondo gli psicologi comportamentisti, la maggior parte dei nostri comportamenti sono appresi nel corso degli anni, attraverso al condizionamento classico o operante.

Classico: quando pensiamo a un dolce che abbiamo mangiato con gusto la sera prima e ci viene l'acquolina in bocca; oppure quando ritorniamo in un luogo dove abbiamo vissuto un'esperienza negativa e il battito cardiaco accelera.

Operante: imparare a stare a tavola, seguire le regole sociali, praticare uno sport ecc... Tutte cose che acquisiamo grazie alla socializzazione.

Le teorie riconducibili all'impostazione comportamentista sono chiamate teorie dell'apprendimento, proprio perché mettono in evidenzia il ruolo fondamentale dell'esperienze, dell'ambiente e del condizionamento. In questa prospettiva, i comportamenti individuali sarebbero quindi l'esito di apprendimenti avvenuti nel corso degli anni, sia per condizionamento, sia per imitazione, ovvero attraverso l'osservazione del comportamento degli altri e della sua riproduzione.


Jean Piaget

(1896-1980)

Jean Piaget ha analizzato lo sviluppo cognitivo evidenziando l'importanza delle strutture della mente che rivestono un ruolo fondamentale per l'acquisizione di informazioni. Piaget considera lo sviluppo mentale come una continua costruzione in cui agiscono alcune funzioni costanti (bisogno fisiologico) e delle strutture variabili, ovvero strutture che si modificano per conseguire l'equilibrio. Tali strutture non sono innate, salvo alcuni riflessi, ma si sviluppano attraverso l'interazione con l'ambiente, in modo progressivo, per cui è possibile distinguere diversi stadi di sviluppo. A ogni stadio appaiono nuove strutture che permettono di procedere nell'acquisizione delle conoscenze. Ogni azione risponde ad un bisogno

Piaget individua due meccanismi: assimilazione e accomodamento. L'equilibrio tra questi è chiamato adattamento. Attraverso l'assimilazione il soggetto incorpora nuovi dati nelle strutture già esistenti. Attraverso l'accomodamento le strutture pre-esistenti sono riadattate alle nuove informazioni, in base ai nuovi elementi.

GLI STADI DELLO SVILUPPO:

1. Senso-motorio

Nel primo mese i comportamenti sono basati sui riflessi 

Tra uno e 4 mesi compare la reazione circolare primaria: si tratta di una reazione che non è più un riflesso, ma un'azione ripetuta; si volta nella direzione in cui proviene il suono

● Dai 4 e 8 mesi compaiono le reazioni circolari secondarie, ovvero viene ripetuta un'azione per produrre un effetto sull'ambiente; il bambino scuote accidentalmente un sonaglio che emette rumore e successivamente lo scuote di nuovo.in questo periodo si affina la coordinazione tra gli schemi senso-motori

● Dagli 8 ai 12 mesi l'interazione con l'ambiente cambia. compare il comportamento intenzionale, per esempio, rimuovere un ostacolo; il bambino riesce a coordinare l'azione con i fini: un bambino può andare dall'altra parte della stanza per prendere un oggetto che desidera. è in questa fase che che si sviluppa il concetto di permanenza dell'oggetto, ovvero l'idea che un oggetto esiste anche se il bambino smette di vederlo 

Dai 12 ai 18 mesi compaiono le reazioni circolari terziarie: il bambino modifica l'azione e studia gli effetti di tale modifica . per esempio avvicina a se un giocattolo tirando la cordicella a cui è legato; manipola gli oggetti per capirne le proprietà.

Dai 18 ai 24 mesi il bambino inventa nuovi mezzi per risolvere i problemi; inizia ripetere in contesti diversi a distanza di tempo i comportamenti che ha visto mettere in atto da una persona. in questo periodo comincia a creare delle rappresentazioni mentali, ovvero immagini di oggetti che non percepisce direttamente.

Piaget sottolinea come affettività e intelligenza siano indissolubili: i comportamenti attraverso cui il bambino costruisce le sue conoscenze infatti si basano sull'azione, sul movimento ma anche su motivazioni, valori, sentimenti.

2.Stadio preoperatorio 

va dai 2 ai 7 anni. in questo periodo sviluppa il pensiero simbolico: il bambino costruisce rappresentazioni mentali delle cose, per cui può pensare ad esse anche in loro assenza. La rappresentazione simbolica assume forme sempre più articolate. Può trattare una bambola come una persona vera e cullarla; successivamente le azioni diventeranno più complesse; inizierà a farle lavare i denti, le mani e la farà mangiare. All'età di 4/5 anni inizierà a giocare con questa bambola al dottore, la pasticcera, l'astronauta ecc...


In questa fase non è ancora sviluppata la nozione di conservazione della quantità. Se poniamo due bicchieri uguali, contenenti la stessa quantità d'acqua, il bambino non avrà difficoltà a riconosce l'uguaglianza della quantità. Ma se l'acqua di uno di questi bicchieri la mettiamo in un bicchiere più stretto e alto, il bambino penserà che la quantità d'acqua sarà maggiore nel bicchiere alto. Stessa cosa per la conservazione del numero. 

Piaget individua le seguenti caratteristiche del pensiero infantile, presenti nel periodo preoperatorio, fino ai 8 anni:

                                                                           Egocentrismo                                                                            

il bambino considera la realtà unicamente dal suo punto di vista, poiché non riesce a mettersi nei panni degli altri.

                                                                               Realismo                                                                              

il bambino si basa sui dati percettivi e considera reale ciò che è visibile, tangibile,concreto.

                                                                             Animismo                                                                             

il bambino considera i fenomeni naturali e gli oggetti inanimati come provvisti di vita e intenzioni (una bicicletta è viva quando cammina).

                                                                            Artificialismo                                                                               

il bambino tende a pensare che gli elementi naturali siano il risultato dell'azione fabbricante dell'uomo 

                                                                             Finalismo                                                                              

ogni elemento è stato fatto con una finalità precisa

3. Lo stadio delle operazioni concrete

è lo stadio che va dai 7 ai 12 anni. il bambino utilizza nuovi schemi logici e acquisisce nozioni di identità, quantità, spazio e tempo e il suo pensiero diventa reversibile, ovvero il bambino comprende che ogni azione è legata al suo contrario. es. se 1+2=3 allora è vero che 3-2=1.    In questo periodo impara a classificare, cioè a distinguere gli oggetti in base a delle caratteristiche. es mamma, papà, sorella fanno parte della famiglia; cane, gatto, pollo sono degli animali. e verso i 7 anni il bambino riesce a vedere la realtà più ampia.


4.Lo stadio delle operazioni formali

è lo stadio che caratterizza la conoscenza. Dopo gli 11 anni si sviluppa una capacità di astrazione, il ragazzo è in grado di svolgere operazioni cognitive senza basarsi su supporti materiali e può comprendere concetti come infinito, probabilità e caso; ragiona per ipotesi. I ragazzi di questa età sono in grado di riflettere su leggi scientifiche (chimica, fisica) e di risolvere problemi più complessi.                                                                                                  <<il pensiero  concreto è la rappresentazione di un'azione possibile, mentre il pensiero formale è la rappresentazione di una rappresentazione di azioni possibili>>


Il contributo dato da Piaget è stato fondamentale. Egli ha analizzato e descritto con chiarezza l'evoluzione delle varie capacità cognitive di un individuo. Tuttavia dei nuovi studi hanno messo in risalto dei litimiti della sua teoria.

gli stadi: gli stadi individuati da Piaget sono validi nella loro progressione ma non sempre corrispondono ad un determinato fascio d'età. Studi successivi a Piaget hanno sottineato che lo sviluppo cognitivo è differente nei singoli individui per via delle esperienze individuali, l'ambiente in cui sono cresciuti e l'istruzione.

Il concetto di permanenza di un oggetto: secondo Piaget la permanenza dell'oggetto avviene tra i 9 e i 12 mesi, ma altri studiosi hanno rilevato questo processo anche in bambini di 4 mesi.

L'egoncentrismo: studi hanno già evidenziato come già verso i due anni i bambini sappiano riconoscere le emozioni di persone al di fuori di esso.

influenze sociali e culturali: gli viene rimproverato di non avere approfondito tali aspetti, in particolare per quanto riguarda le influenze sullo sviluppo dei fattori socioeconomici e culturali.

Il metodo: il metodo clinico, il colloquio diretto con il bambino, può influenzare le risposte del bambino, inoltre alcune capacità potrebbero essere presenti nel bambino anche se non riesce ad esprimerle. Alcuni studiosi sottolineano come il contesto in cui viene effettuato l'esperimento può fuorviare le risposte dei bambini in esperimenti come quelli riguardanti la conservazione della quantità o del numero. Un contesto familiare o conosciuto facilita le risposte del bambino.

Lev Semenovich Vygotskij

(1896-1934)


In Russia si sviluppava un approccio storico culturale il cui principale esponente era Lev Vygotskij. Influenzato da gli eventi storici in corso cercò di contribuire ai mutamenti sociali in atto, occupandosi soprattutto dell'educazione, istruzione e le differenze dello sviluppo cognitivo.                                                                                                                                        

Vygotskij si focalizzava sulle correlazioni tra le differenze strutturali nello sviluppo cognitivo e l'influenza dell'ambiente, delle relazioni, della cultura che un soggetto subisce. Lo sviluppo è l'esito delle attività e delle interazioni sociali. Esso avviene in un contesto storico e culturale determinato, che fornisce agli individui strumenti e segni che facilitano il processo di sviluppo delle funzioni psichiche, ed è il contesto culturale che influenza fortemente il tipo di capacità cognitive che l'individuo sviluppa.

Particolarmente interessante è l'idea di una zona di sviluppo prossimale, definita da Vygotskij come la distanza tra il livello di sviluppo attuale e il livello di sviluppo potenziale. Gli adulti hanno qui un ruolo fondamentale perché grazie a spiegazioni verbali e il supporto concreto aiutano il bambino a incrementare le situazioni in cui egli potrà dominare in modo autonomo. Le azioni e le conseguenze impiegate durante un compito verranno poi interiorizzate e fatte proprie dal bambino.

Vygotskij analizza lo sviluppo dei concetti dei bambini individuando le seguenti fasi:

- nella prima fase il bambino comincerà a fare una sintesi delle caratteristiche esteriori di un oggetto: coglierà le somiglianze tra le cose che lo circondano.

- nella seconda fase si svilupperà la generalizzazione cioè la capacità di creare dei nessi fra le cose: es. riconosce una casa come tale anche se quella in cui vive ha elementi diversi.

- nella terza fase il bambino sarà in grado di compiere il processo di astrazione: penserà ad una casa in un concetto astratto, anche in assenza di esempi completi. 

una delle sue opere più conosciute è <pensiero e linguaggio> in cui sottolinea come il linguaggio nasca come comportamento sociale e solo dopo come contributo nello sviluppo nel pensiero. Dai i 3 anni il linguaggio può essere distinto in egocentrico, un linguaggio utilizzato per se stesso, e comunicativo, uno strumento per interagire con gli altri. Inizialmente il linguaggio egocentrico è espresso a voce alta dal bambino; successivamente (dai 4/5 anni) comincia a diventare interiore, utilizzato nei processi di riflessione e ragionamento. Il linguaggio favorisce il pensiero anche in un altro senso: l'interazione verbale con gli altri aiuta a sviluppare idee. 


https://didatticapersuasiva.com/




Commenti

Post più popolari