"antropologia"
ànthropos = uomo/umanità
lògos=discorso/studio
𓆩*𓆪
l'antropologia studia il genere umano dal punto di vista culturale, cioè le idee e i comportamenti degli esseri umani che vivono in diversi panorami sociali e culturali, per tradizioni, stili di vita e costumi. Ma anche le somiglianze che esse hanno tra loro, si può definire dunque come un sapere comparativo. questa scienza nasce dalla diversità di idee e tradizioni tra i vari popoli della terra, suscitando un interesse scientifico.
le prime tracce di antropologia si possono scorgere dal rinascimento e dall'umanesimo, a quell'epoca si iniziava a percepire gli esseri umani come soggetti capaci di decidere il proprio destino, scoprire leggi e meccanismi nascosti, quindi come una figura capace di affinarsi e migliorarsi. ma è stata importante soprattutto la scoperta dell'america, grazie alla quale si scoprirono terre abitate che nemmeno l'europa pensava esistessero.
e questi popoli erano totalmente differenti per abitudini,costumi, credenze e tradizioni dagli europei. questa nuova scoperta apri nuovi orizzonti e fece sorgere molte domande, non solo sulla natura animale e vegetale ma anche su quella umana. infatti gli europei iniziarono a interrogarsi sulla nascita dei nuovi popoli. sono esseri umani come noi? dobbiamo convertirli nella nostra fede? come dovremmo convertirli? con la forza? queste erano le domande che si facevano gli europei e che venivano sollevate da filosofi,giuristi e teologi.
nei secoli successivi, con l'espansione coloniale e dei traffici commerciali. i contatti del'europa con altri popoli aumentarono, come con l'Africa, l'estremo oriente e l'Asia interna. c'erano tantissime descrizioni di costumi e di istituzioni sociali dei popoli non europei ma non rientravano in un vero e proprio studio come quello dell'antropologia. per far si che diventasse una vera e propria scienza dovremo aspettare l'illuminismo e i suoi frutti storici, filosofici e scientifici.
fu proprio in questo clima che gli studiosi cominciarono a vedere il genere umano come un unica specie costituita da individui con le stesse facoltà mentali.
nell'ottocento l'interesse per i popoli che venivano definiti "esotici" crebbe ancor di più poiché le maggiori potenze europee si impegnarono nella conquista di nuovi territori in Africa,Asia ecc.. . negli stati uniti, per esempio, i nativi americani furono sterminati e confinati in riserve.
l'antropologia ricavò un grande aiuto grazie al colonialismo esercitato dall'Europa. gli antropologi si differenziavano dai colonizzatori per la loro volontà di stabilire rapporti di comprensione con le popolazioni studiate
1.che cosa fa un antropologo?
gli antropologi per molto tempo si sono interessati a popoli geograficamente lontani, ma contemporanei del loro tempo. lo studio delle istituzioni sociali, politiche, delle religioni e l'arte di popoli diversi e distanti ha costituito l'oggetto privilegiato dell'antropologia.
fino a qualche decennio fa si occupava soltanto di quei popoli che venivano definiti selvaggi e primitivi, situati in isole del pacifico,nei deserti o nel fitto delle foreste africane o sudamericane. queste popolazioni usavano tecnologie assai semplici, non sapevano ne leggere ne scrivere, con istituzioni politiche o sociali diverse da quelle europee. con il tempo ha incominciato però ad interessarsi a paesi più vicini all'Europa con istituzioni simili a quelle occidentali. prima di cambiare punto di vista, cioè quindi nell'ottocento, gli antropologi erano medici, naturalisti e giuristi che non andavano di persona nei paesi che volevano studiare ma si basavano su testimonianze di viaggiatori ed esploratori, alcuni di loro a volte tenevano una corrispondenza con i loro contadini stabilitisi in un paese.
2.cosa fa oggi l'antropologia?
oggi si occupa dei paesi urbani in modo diretto, come i popoli nomadi dell'asia, i minatori delle ande, quanto la stessa europa e gli adolescenti delle aree urbane di città economicamente sviluppate.
studiano le sette religiose, le imprese, ospedali, media, la tossicodipendenza e molto altro.
alla base della pratica antropologica c'è sempre un contato diretto con le popolazioni interessate. per pratica antropologica intenderemo il fatto di voler affrontare l'incontro con esseri umani con costumi,tradizioni,religione diverse dalle proprie.
3.uomo come essere incompleto
si sa che gli esseri umani appena nati non riescono subito ad adottare dei comportamenti necessari per la sopravvivenza e per questo devono essere seguiti da adulti per un lungo periodo di tempo, cosa totalmente diversa per i cuccioli di animali. quando nascono gli esseri umani non sanno che cosa devono fare e neanche come farlo, non sanno costruirsi un riparo, non riescono a procurarsi del cibo,non sanno come riscaldarsi ecc... e le informazioni gli vengono insegnate dai propri simili . mentre gli animali dopo pochi giorni, se non poche ore, sanno già cosa fare perché le informazioni gliele fornisce il loro codice genetico. lo sviluppo del cervello umano avviene nei primi tre anni di vita e si completa quindici anni dopo la nascita e le sue operazioni molto più complesse degli animali. quando nasce non deve prendere nessuna decisione sulla sua sopravvivenza, questa scelta dipende soltanto dal gruppo in cui cresce e viene educato, per questo l'essere umano è indirizzato a certi pensieri/azioni ; deve adottare modi di ragionamento che siano riconoscibili ad altri. questo non esclude che un individuo non possa avere delle inclinazioni o preferenze riguardo a cose come la religione e all'orientamento sessuale
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