a. la continua trasformazione delle culture

 


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i modelli di comportamento e di pensiero che sono normali per una generazione non sempre lo sono per l'altra. molti dei conflitti generazionali che investono oggi le società africane e asiatiche sono dovuti a questo tipo di dinamiche che sono causate dallo scontro di visioni del presente e del futuro molto spesso inconciliabili. si possa pensare alle comunità dei nativi nordamericani nell'epoca della <<conquista del West>> o quelle africane nel periodo coloniale, ma anche quelle di oggi stesso, che sperimentano i salti provocati dalla globalizzazione: immigrazione, repressioni politiche, disoccupazione e quant'altro.

la cultura è un complesso di modelli selezionati, cioè, le generazioni ereditano modelli culturali dalle generazioni precedenti e ne acquisiscono di nuovi grazie alle loro esperienze o un influenza esercitata da un'altra cultura. questa selezione culturale avviene al fine accogliere degli altri elementi culturali che si possono sposare con i propri modelli in vigore. un esempio sono l'adozione di tecnologie o tecniche vantaggiose per coloro che le praticano. un caso di "bloccaggio" di modelli culturali esterni è stato degli abitanti delle isole Mentawai, Indonesia, di adottare la coltivazione del riso praticata dai malesi.

 
questo rifiuto si rivelò essenziale per la sopravvivenza delle religioni locali, infatti essa prescrive l'interruzione dei lavori agricoli per lunghi periodi di tempo, cosa non possibile con le coltivazioni di riso ma possibile per quella del taro.
esiste poi una terza possibilità e cioè che questi modelli vengano imposti, come successo nel colonialismo, con la distruzioni di religioni locali con l'obbligo di seguire quella dei dominatori.

certo esistono culture più aperte di altre nei confronti di ciò che viene dall'esterno e delle novità, questo processo viene chiamato dagli antropologi < acculturazione >. tuttavia non esistono situazioni di chiusura o apertura totale; esistono processi selettivi al controllo degli elementi che possono rivelarsi utili o dannosi ad un determinata cultura.
la cultura nasce grazie alla capacità dell'uomo di trasmettere messaggi, di comunicare. la dimensione comunicativa è fondamentale per qualunque processo di tipo culturale: per essere efficaci i modelli devono essere condivisi, riconoscibili a tutti. non significa che tutti debbano per forza aderire o approvarli. un esempio è un fumatore e un non fumatore, non condividono gli stessi modelli ma sanno di che si sta parlando quando discutono che cosa voglia dire fumare.

senza modelli culturali gli esseri umani non potrebbero pensare,agire o sopravvivere. gli antropologi hanno visto nella cultura un sistema per affrontare le sfide della natura e della vita in generale. tra l’impulso di soddisfare un istinto primario e la sua soddisfazione, gli esseri umani mettono la cultura. si procurano cibo seguendo certi modelli di comportamento, come ottenerli, cucinarli, consumarli. quindi qualunque atto compiuto dagli esseri umani finalizzato a uno scopo è guidato da modelli culturali.

                                                                                

per chiarire il rapporto tra cultura e istinto, ci viene in aiuto l'etologia, infatti non sempre l'animale si basa sul suo istinto e l'umano sulla cultura. possiamo citare dei macachi giapponesi che, di fronte al problema di alcune patate rotolate nella sabbia in riva al mare, hanno imparato a lavarle e questi comportamenti sono stati trasmessi ad altri della loro specie che sono stati poi usati quotidianamente. non solo le scimmie però si comportano 'in modo culturale', si possono considerare anche degli uccelli che hanno imparato ad aprire il tappo delle bottiglie con il becco, nel 1930 in Inghilterra.
la maniera in cui siamo predisposti ad affrontare il mondo, deriva dall'introiezione di modelli culturali e corrisponde a ciò che il sociologo francese Pierre Bourdieu ha chiamato habitus. l'habitus è un sistema di disposizioni che tendono a farci agire e pensare istintivamente in un modo piuttosto che in un altro, non cambia soltanto dai tipi di modelli culturali ma anche del posto che si occupa in quella comunità. per esempio i giovani hanno atteggiamenti diversi da quelli degli adulti anche se fanno parte della stessa comunità.




una cultura ha dei confini precisi?

non lo sappiamo
perché le culture non hanno confini netti. hanno dei nuclei forti (certi simboli, idee, comportamenti) che le distinguono da alcune ma che le fanno assomigliare ad altre. questo problema è strettamente legato a quello dell'identità. una cultura esiste solo quando c'è qualcuno che ne afferma l'esistenza
chi sarebbe dire perché gli italiani sono italiani e non francesi? provando a cercare una risposta ci accorgeremo che a parte della lingua e il fatto di vivere entro confini diversi, diventa complicato dare una spiegazione. questo non vuol dire che sono uguali, ma che è molto complesso trovare ragioni per cui si può dire che sono due culture diverse. dovremmo andare nei dettagli studiando l'arte, la musica, la letteratura,mentalità, modi di dire e usanze.
lo studio della cultura comporta una prospettiva olistica (dal greco 'òlos' 'tutto intero') cioè aver presente che i modelli condivisi da un gruppo costituiscono un complesso tendenzialmente integrato e che nessuno è in grado di conoscere tutta una cultura, neanche chi ne condivide i modelli. l'antropologia non punta a conoscere le culture nella loro interezza, ne studiano una parte e non possono concentrarsi su aspetti da loro scelti e trascurarne altri. sono costretti a considerare l'oggetto di studio in relazione con altri elementi della stessa cultura.

le teorie degli antropologi trovano senso con la pratica della ricerca ed è aiutato dalla ricerca sul campo e dall’etnografia, che è un elemento chiave poiché quando fanno etnografia entrano in contatto con realtà culturali diversi dalla loro. il compito principale che ha sul campo è quello di raccogliere dati utili alla conoscenza di quella determinata cultura, ovviamente in modo diretto. a partire dal confronto tra ciò che dicono e ciò che fanno le persone, gli antropologi possono capire che cosa sta realmente accadendo in quella società e quanto ciò che accade vada in conflitto con quello che le persone pensano 


la ricerca utilizza metodi dell’intervista, come la compilazione di tabelle o questionari e registrazioni audiovisive e tanto altro. da questo punto di vista non è molto diversa dalle scienze umane, ma allora cosa la rende diversa dalla altre? il fatto che gli antropologi trascorrono molto tempo con le persone che studiano e il modo in cui loro trascorrono questo tempo.





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